Oltre le macerie. Mons. Alfredo Battisti e la Chiesa friulana davanti al terremoto

A 50 anni dal terremoto del Friuli non va dimenticato il ruolo pregnante dell’allora arcivescovo dell’arcidiocesi di Udine, mons. Alfredo Battisti. Fu figura di riferimento nel guidare spiritualmente e materialmente un popolo verso la rinascita e la sua celebre frase «prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese» fu significativa del suo operato. In un periodo storico caratterizzato dalle innovazioni avviate nel contesto della chiesa dal Concilio Vaticano II, mons. Battisti seppe farsi inoltre interprete delle istanze che arrivavano da diversi settori del clero e del mondo cattolico friulano.

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Giovedì 10 giugno alle ore 18.00 presso la Biblioteca del seminario arcivescovile di Udine, viale Ungheria 18 o via Ellero 3, Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiose di Gorizia, metterà in luce la posizione pubblica assunta dal vescovo e dalla Chiesa friulana davanti alla tragedia del terremoto: la vicinanza alla popolazione, il dialogo con le autorità politiche, la volontà di avviare al più presto una ricostruzione che parta dalle comunità e che le veda come protagoniste.

Il titolo dell’intervento Oltre le macerie. Mons. Alfredo Battisti e la Chiesa friulana davanti al terremoto, riprende il titolo e il contenuto del saggio nel volume Friuli 1976. Un terremoto nella grande trasformazione a cura di Andrea Zannini e Carlo Palazzolo e recentemente pubblicato da Gaspari.

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