Orario estivo della biblioteca
Da lunedì 29 giugno la biblioteca osserva il seguente orario: lunedì-venerdì 8.00-14.00. L'orario invernale riprenderà a settembre.
Giovedì 10 giugno alle ore 18.00 presso la Biblioteca del seminario arcivescovile di Udine, viale Ungheria 18 o via Ellero 3, Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiose di Gorizia, metterà in luce la posizione pubblica assunta dal vescovo e dalla Chiesa friulana davanti alla tragedia del terremoto: la vicinanza alla popolazione, il dialogo con le autorità politiche, la volontà di avviare al più presto una ricostruzione che parta dalle comunità e che le veda come protagoniste.
Il titolo dell’intervento Oltre le macerie. Mons. Alfredo Battisti e la Chiesa friulana davanti al terremoto, riprende il titolo e il contenuto del saggio nel volume Friuli 1976. Un terremoto nella grande trasformazione a cura di Andrea Zannini e Carlo Palazzolo e recentemente pubblicato da Gaspari.
Da un lato Venezia onorava il genio di un pittore che aveva saputo rappresentare la magnificenza della città oltre i confini lagunari, dall’altro si omaggiava il grande mecenatismo del governo austriaco.
Nel prezioso fondo grafico della Biblioteca del Seminario di Udine sono conservate ben tre copie di una litografia di Giuseppe Ghedina e Antonio Viviani del 1854, che raffigura il Monumento a Tiziano Vecellio ai Frari. In uno dei fogli compare manoscritto il nome del suo possessore, Pietro Cernazai (1804-1858), colto collezionista udinese, la cui ricca raccolta d’arte fu donata proprio al Seminario e da questi quasi del tutta venduta nel 1900.
La presenza di simili litografie nella Biblioteca, a ben riflettere, ci racconta dei legami tra Udine e una delle imprese più importanti dell’Ottocento veneziano.
Tutto ciò verrà narrato da Paolo Pastres e accompagnato dalla possibilità di vedere le stampe originali e i libri antichi dedicati.
Comprenderne la struttura, il contesto, la provenienza e la sua funzione giuridica non è così scontato e in questo ci viene di aiuto l’archivistica.
Roberta Corbellini, già direttrice dell’Archivio di Stato di Udine, ci introdurrà in questo multiforme mondo di carte aiutandoci con esempi semplici a comprenderne l’origine e a delineare la struttura dei documenti prodotti dalle istituzioni.
Sarà presentato in anteprima un video realizzato dalla biblioteca dedicato a quell’evento attraverso le testimonianze tratte dai dei Bollettini parrocchiali, viste con lo sguardo di quella gente che dovette affrontare momenti terribili e i periodi successivi.
Delle poesie in friulano, lette e interpretate, intercalano il video e trasformano la scrittura in emozioni sonore che si uniscono alle immagini e alla narrazione.
Accompagna il tutto un’esposizione di alcuni bollettini e la proiezione di un video musicale.
L’evento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Teatrale Friulana APS.
Incontriamoci per ripercorrere atmosfere conosciute o inesplorate nel cinema, in un viaggio che fonde memoria con l’immaginario collettivo, trasformando luoghi reali di chiese o monasteri in scenari indimenticabili.
Vi aspettiamo sempre così numerosi.
In questa prospettiva rientrano le famose teste composte da elementi naturali (fiori, verdura e frutta) o da oggetti (libri, strumenti) del pittore manierista Giuseppe Arcimboldo, che attivano un continuo slittamento tra riconoscimento e ambiguità. Questa dinamica si inscrive in una più ampia tradizione artistica di immagini ambigue che comprende esperienze come quelle di Leonardo da Vinci e, in epoca moderna, di Salvador Dalí.
Tommaso Casini dialoga inoltre con le teorie sull’immaginario e le forme instabili elaborate dal visionario e storico dell’arte Jurgis Baltrušaitis (1903-’88) che esplorò il lato insolito delle forme artistiche, nonché con gli studi sulla percezione visiva dell’altro grande storico dell’arte del Novecento, Ernst Gombrich, per proporre una lettura della metamorfosi del volto come spazio di scambio tra dato sensibile e costruzione mentale.
Tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia è diventato oggi una importante location cinematografica, capace di attirare produzioni nazionali e internazionali. Sono scenari reali che il cinema sa caricare di grande forza rappresentativa ed emotiva. Tra le tante tipologie ed esemplari del ricco patrimonio architettonico ed ambientale del Friuli Venezia Giulia numerose sono anche le chiese, i monasteri ed altri edifici ecclesiastici.
Rintracciare un luogo è intraprendere un percorso di memoria soggettiva e collettiva. Luogo geografico e luogo della memoria si sovrappongono in una dimensione emozionale come solo il cinema sa fare. Mostrando fotogrammi di film, lo storico udinese del cinema Carlo Gaberscek ci condurrà in un viaggio nel tempo e nella sfera emotiva. Ripercorreremo luoghi dimenticati, trasformati dai set o modificati dal tempo.
Seguirà da settembre un secondo ciclo di 5 incontri dove si vorrà promuovere la conoscenza della scrittura come trasmissione grafica della lingua in continua trasformazione, e come strumento di comprensione per indagare l’evoluzione del gesto grafico infantile, in un contesto di didattica del segno. Verrà messo in rilievo l’uso necessario delle abilità manuali nell’alfabetizzazione delle nuove generazioni. Rivolto a tutti e anche agli insegnanti dell’infanzia primaria o di sostegno, per sensibilizzare sull’importanza del legame tra disegno infantile e disgrafia.
Calendario dei primi 4 appuntamenti:
15 aprile, ore 18.00
Biblioteca “P. Bertolla” del Seminario arcivescovile Udine, viale Ungheria 18 o via Ellero 3
Gabriele Zanello
Un excursus nella grafia friulana dal ‘500 a oggi
21 aprile, ore 18.00
Biblioteca Pubblica del Seminario Teologico Centrale Gorizia, via del Seminario 7
Lucia Pilon
I professionisti della scrittura dall’età moderna al contemporaneo
28 aprile, ore 18.00
Biblioteca Pubblica del Seminario Teologico Centrale Gorizia, via del Seminario 7
Ivan Portelli
Lingua e grafia moderna nel goriziano: il gotico e il latino
13 maggio, ore 18.00
Biblioteca “P. Bertolla” del Seminario arcivescovile Udine, viale Ungheria 18 o via Ellero 3
Roberta Corbellini
Il documento pubblico: struttura e grafia otto-novecentesca