Curiosità in biblioteca
La riscoperta di Aquileia. Gian Domenico Bertoli e la cultura antiquaria in Friuli. Venerdì 6 novembre 2026, 15.00-18.00
Aquileia tra storia e mito, lo studio del passato e delle sue testimonianze e l’antiquaria friulana del Settecento al centro di un convegno dedicato alla figura di Gian Domenico Bertoli (1676-1763), a 350 anni dalla nascita. Bertoli, nato a Mereto di Tomba nel 1676, nel 1700 fu nominato canonico di Aquileia, dove morì nel 1763. All’epoca l’antica città versava in uno stato di semi-abbandono e viveva una particolare e delicata condizione, poiché ecclesiasticamente apparteneva al Patriarcato che da essa prendeva il titolo, ma politicamente era parte dell’Impero d’Austria.Durante i soggiorni aquileiesi Bertoli ebbe modo di sviluppare la propria passione per l’antiquaria, anzitutto mettendo insieme una raccolta di lapidi e poi intrecciando rapporti con i principali esponenti del mondo erudito dell’epoca, a cominciare dal friulano Giusto Fontanini, cui si aggiunsero Filippo Buonarroti, Ludovico Antonio Muratori e Anton Francesco Gori. Dalle ricerche condotte letteralmente “sul campo” prese forma soprattutto… leggi >
Un’eco friulana di terremoti. L’esempio di Messina del 1783 in versi di Daniele Florio. Mercoledì 21 ottobre. Ore 17.30
I terremoti in Italia sono eventi che disegnano la nostra storia da millenni. Quest’anno ricordiamo il nostro del 1976, ma come sono stati sentiti nel tempo? Porteremo un esempio andando a prendere dei versi di un nostro poeta friulano del Settecento, l’udinese Daniele Florio.Il 5 febbraio 1783 Messina fu devastata da un violento terremoto, che causò centinaia di vittime ed enormi danni, interessando anche il versante calabrese. Fu uno degli eventi sismici più disastrosi del XVIII secolo nella Penisola. L’eco di quella enorme tragedia giunse anche in Friuli, attraverso i resoconti affidati ai periodici dell’epoca, e indusse il poeta udinese Daniele Florio (1710… leggi >
Dal manufatto all’immagine digitale: digitalizzare, descrivere e valorizzare il patrimonio IIIF. Lunedì 12 ottobre 2026 – ore 9.30-12.30 14.00-17.00
La biblioteca e la Sezione AIB FVG organizzano un corso gratuito dedicato alle metodologie e agli strumenti per la digitalizzazione, la descrizione e la valorizzazione del patrimonio culturale in ambiente digitale.Il corso, della durata di 6 ore, intende fornire le conoscenze di base necessarie alla pianificazione e alla realizzazione di un progetto di digitalizzazione, attraverso un percorso che parte dal manufatto fisico per arrivare alla sua rappresentazione e valorizzazione in ambiente digitale. Corso gratuito rivolto a bibliotecari (30 posti), archivisti, conservatori e operatori museali (10 posti). Massimo 3 partecipanti per… leggi >
Oltre le macerie. Mons. Alfredo Battisti e la Chiesa friulana davanti al terremoto
A 50 anni dal terremoto del Friuli non va dimenticato il ruolo pregnante dell’allora arcivescovo dell’arcidiocesi di Udine, mons. Alfredo Battisti. Fu figura di riferimento nel guidare spiritualmente e materialmente un popolo verso la rinascita e la sua celebre frase «prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese» fu significativa del suo operato. In un periodo storico caratterizzato dalle innovazioni avviate nel contesto della chiesa dal Concilio Vaticano II, mons. Battisti seppe farsi inoltre interprete delle istanze che arrivavano da diversi settori del clero e del mondo cattolico friulano.Giovedì 10 giugno alle ore 18.00 presso la Biblioteca del seminario arcivescovile di Udine, viale Ungheria 18 o via Ellero 3, Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiose di Gorizia, metterà in luce la posizione pubblica assunta dal vescovo e dalla Chiesa friulana davanti alla tragedia del terremoto: la vicinanza alla popolazione, il dialogo con le autorità politiche,… leggi >
Una stampa racconta. Il Monumento a Tiziano ai Frari, Pietro Cernazai e il Seminario udinese. Mercoledì 27 maggio ore 18.00
Un incontro a cura dello storico dell’arte Paolo Pastres presso la Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Udine. L’erezione del grandioso monumento a Tiziano Vecellio, nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, un vero e proprio "Pantheon" che vede proprio di fronte alla tomba di Tiziano la piramide alla memoria di Antonio Canova, fu commissionata tra il 1838 e il 1852 dall'imperatore Ferdinando I d'Austria, non senza intenti ideologici e politiciDa un lato Venezia onorava il genio di un pittore che aveva saputo rappresentare la magnificenza della città oltre i confini lagunari, dall’altro si omaggiava il grande mecenatismo del governo austriaco. Nel prezioso fondo grafico della Biblioteca del Seminario di Udine sono conservate ben tre copie di una litografia di Giuseppe Ghedina e Antonio Viviani del 1854, che raffigura il… leggi >





